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Ai Municipali
Municipio della Capriasca
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Tesserete, 6 ottobre 2003
Linee direttive e piano finanziario
Gentile Signora C. Borla, egregi signori B. Lepori, A. Belloni, E. Della Torre, C. Lepori, S. Quadri
cogliamo l’invito che ci ha rivolto il Municipale Siro Quadri nella riunione del 1° settembre del gruppo di lavoro Agenda 21 Capriasca ad Odogno in cui ci ha presentato le linee direttive.
Ringraziamo il Municipio per il lavoro svolto e ringraziamo chi opera nel Comune. Nelle considerazioni generali vi è scritto. “…Trasmettere un giudizio al Municipio sul documento che viene presentato ed al quale il Municipio affida un’importanza politica fondamentale.” Entreremo in merito solo sulle linee direttive.
Al Seminario di Capriasca del 7-8 febbraio 2003, Moreno Celio ha parlato della pianificazione come gestione dello sviluppo con coscienza del territorio. Rileviamo che gli obiettivi sono stati elaborati tenendo conto delle sfide, delle opportunità e delle responsabilità verso la comunità degli abitanti della Capriasca e verso le future generazioni.
Tuttavia, nelle considerazioni dei problemi e delle prospettive future contenute nelle linee direttive, manca una analisi sociologica del Comune che aiuti a comprendere meglio la realtà viva dei cittadini.
La piena partecipazione delle fasce tradizionalmente “più deboli” e meno coinvolte sul piano politico (giovani, anziani, donne) consentirà finalmente di studiare e discutere problemi ed iniziative coinvolgendo davvero tutti i settori della nostra società.
Un Comune è prima di tutto “un insieme di relazioni” come citato dal Sindaco di Agrate Brianza, Adriano Poletti, in occasione del Seminario Agenda 21 locale a Bellinzona l’11 aprile 2003.
Vorremmo ricordare che nelle linee direttive manca pure la riflessione che il Comune è anzitutto un nucleo di persone, una comunità in crescita, e prima di gestire opere e finanze bisogna costruire una comunità vivibile con un minimo di unità.
Rileviamo l’importanza del dialogo e dunque dell’ascolto degli altri, del superamento di pregiudizi, del riconoscimento di una pari dignità tra gli interlocutori. Il dialogo diviene fondamento della democrazia. Condividiamo gran parte delle riflessioni che abbiamo letto nei documenti proposti dal gruppo PPD e PS&sinistra indipendente.
Ricordiamo come fondamentale il senso di responsabilità delle persone chiamate a gestire la “Cosa pubblica” sia come Municipali che Consiglieri comunali. Anche come rappresentanti in Consorzi si è chiamati a prendere decisioni tenendo conto di quanto veramente la comunità desidera: vorremmo che fossero privilegiati e portati effettivamente avanti rapporti di dialogo e non rapporti di forza.
Il criterio di territorialità è per noi giusto nella scuola, che consideriamo luogo di formazione nel quale si trasmettono non solo conoscenze specifiche ma anche valori. Tolleranza e dialogo non sono semplici attitudini da registrare ma orientamenti da promuovere in modo vincente.
Michele Trefogli, sempre al Seminario di Capriasca, diceva che “il rispetto, la prudenza, la ragionevolezza e la volontà di dialogo sono fattori determinanti nella pianificazione del territorio sapendo che può esserci una grossa ombra finanziaria”. La cultura è il valore del territorio: bisogna crearne una maggior conoscenza e consapevolezza.
La ri-attazione della Casa Battaglini, come centro culturale, e la costruzione della biblioteca nel territorio, sono da considerarsi come un luogo di formazione e di crescita delle generazioni future.
Visto l’anno internazionale dell’acqua rendiamo attenti a quanto l’acqua deve rimanere di gestione pubblica e di ottima qualità al servizio dei cittadini come diritto fondamentale e bene indispensabile.
Ringraziandovi per la vostra attenzione, invio cari saluti.
Per il Gruppo Agenda 21 locale
Lettera approvata il 6/10/03 nella riunione del Gruppo Agenda 21 locale a Campestro.