Il futuro della pianificazione in Capriasca
In febbraio, il Municipio ha organizzato un seminario sulla pianificazione a cui sono state invitate persone rappresentanti la popolazione del Comune e le sue attività, al di fuori degli schemi istituzionali. Sulla base di una documentazione, preparata da Christian Vitta, della MGF Consulenze SA, che riuniva i dati più importanti sulla geografia, la demografia, le attività, il turismo e lo svago, le infrastrutture e il territorio, si è discusso per due giorni alla presenza dei responsabili cantonali della pianificazione.
La domanda di fondo era: “Che tipo di comune vuole diventare Capriasca?” I dibattiti degli anni scorsi sull’opportunità e le prospettive di una fusione in Capriasca sono già superati dalla rapida evoluzione della situazione: i comuni stanno cambiando rapidamente e vicino a noi sta sorgendo un’entità urbana di vaste dimensioni (almeno su scala ticinese).
Era prevedibile ed è stato confermato che la scelta dei partecipanti esclude progetti di polo industriale o piazza finanziaria e sottolinea le caratteristiche residenziali e turistiche senza escludere attività artigianali e di servizio.
Anche con un consenso in questa direzione, molte sono le decisioni ancora da prendere. In che senso favorire il carattere residenziale della zona? Vogliamo continuare a edificare in modo estensivo su tutto il territorio disponibile? O vogliamo individuare zone adatte a un’edificazione più intensiva? E infine, come realizzare queste idee, senza compromettere la qualità di vita che rende la Capriasca così apprezzata come zona di residenza?
Christian Vitta ha preparato un rapporto finale, che è disposizione su richiesta presso la cancelleria comunale; in esso sono ripresi gli interventi introduttivi di Benedetto Antonini (sulla pianificazione come gestione della qualità del vivere, cioè dei rapporti della persona con il suo ambiente fisico e sociale), e di Moreno Celio (sull’evoluzione della pianificazione dalla mera delimitazione delle zone edificabili all’organizzazione di uno sviluppo sostenibile), le relazioni dei tre gruppi di lavoro e la conclusione di Michele Trefogli.
Dopo aver sottolineato come la sfida di invitare una cinquantina di persone a parlare del futuro di Capriasca, coinvolgendo anche le autorità cantonali, abbia avuto successo, Trefogli afferma che “la comunità capriaschese vive e coltiva un senso di appartenenza molto forte” e poi: “La presenza di una rete sociale, di un paesaggio naturale godibile e fruibile, di servizi pubblici e privati alla cittadinanza, di un ambiente se possibile poco inquinato, delle testimonianze storiche, culturali e architettoniche, di ritrovi pubblici e quant’altro sono stati gli elementi centrali attorno a cui hanno discusso i gruppi.”
L’accordo sul tema di fondo non ha certo fatto mancare la discussione su problemi concreti come quelli del traffico, dei trasporti pubblici, dell’urbanizzazione e delle zone edificabili, del mantenimento della tradizione agricola e del patrimonio boschivo, dello sviluppo di un turismo adatto alla regione, ecc.
Ora queste domande vengono sottoposte alle Assemblee di quartiere: un aspetto molto analizzato è stato proprio come le singole frazioni abbiano purtroppo perso parte di quegli aspetti positivi della qualità del vivere di cui si diceva, ridotte spesso a zone dormitorio, senza servizi e con scarsa possibilità di incontro. La domanda è quindi come ricuperare, almeno in parte, elementi di vitalità delle frazioni e dei quartieri e come gestire il rapporto con il polo di Tesserete, che offre molto in termini di servizi e di convivialità. Un polo da difendere nella sua vitalità, ma anche causa di molti spostamenti all’interno del Comune, basati ora sul trasporto privato motorizzato: un esperimento per rivitalizzare tracciati pedonali è stato il “pedibus” con gli allievi dell’istituto scolastico; percorsi ciclistici, bus su richiesta e altre soluzioni sono da progettare insieme.
La discussione sul futuro di Capriasca dovrà poi continuare, interessando i gruppi politici, le associazioni e le istituzioni: il Consiglio comunale in primis, che ha già avuto un’occasione di affrontare il tema, esaminando le Linee direttive, preparate dal Municipio.
L’inizio della procedura vera e propria di pianificazione del nuovo Comune è rimandato alla prossima legislatura: ora è importante fare la massima chiarezza sugli obiettivi che vogliamo raggiungere.